San Tommaso d'Aquino -  centro di documentazione contro la dispersione scolastica       
   
                                                 
 
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  Cosa è la dispersione scolastica         Solo colpa della famiglia?
 

La dispersione è un fenomeno complesso che comprende in sé aspetti diversi e che investe l'intero contesto scolastico - formativo . Il termine dispersione scolastica ci sottolinea l'intrecciarsi di due problemi: quello che riguarda il soggetto che si disperde e quello relativo al sistema che produce dispersione. Per comprendere il significato del termine bisogna risalirne all'etimologia: dispersione deriva da “dispergere”il cui significato è spargere le cose qua e là, dilapidare, ma è sentito come derivato di “disperdere”il cui significato è dividere , separare, dissipare. Entrambi nell'uso intransitivo significano sbandarsi, disperdersi, svanire ed evocano quindi la dissipazione dell' intelligenza, delle risorse, delle potenzialità. Può essere definita dispersione scolastica quell'insieme di processi attraverso i quali si verificano ritardi, rallentamenti o abbandoni in uno specifico iter o circuito scolastico, ma, spesso questa definizione si utilizza anche quando ci si trova di fronte a soggetti che non abbiano sviluppato completamente le loro capacità cognitive ed intellettive e che, per svariate cause,hanno vissuto l'insuccesso scolastico.

Il quadro dell'abbandono. In ambito europeo, la Conferenza di Lisbona ha individuato nella riduzione della dispersione uno dei cinque benchmarck che i Paesi membri dovranno raggiungere nel campo dell'istruzione entro il 2010. Il quadro dell'istruzione fotografato dall'Istat per «100 statistiche per il Paese - Indicatori per conoscere e valutare» è davvero preoccupante e secondo la ricerca, la fuga dai banchi interessa soprattutto il meridione. In Sicilia e Campania rispettivamente 15 e 14 studenti su cento non completano nemmeno il percorso dell'obbligo, mentre l'anno scorso poco più del 75% dei giovani tra i 20 e i 24 anni ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore . Un tasso inferiore a quello della media comunitaria (77,8%), mentre tra i Paesi più diligenti spiccano Slovenia (5,2%), Repubblica Ceca (5,5%) e Polonia (5,6%). Nonostante ciò, un piccolo miglioramento nel nostro Paese c'è stato: nell'arco degli ultimi quattro anni, tra il 2004 e il 2007, in Italia l'incidenza di abbandoni precoci è scesa di 2,8 punti percentuali al Mezzogiorno e di 3,6 punti al Centro-Nord. Significativi sono dei dati rilevati dall'indagine del Ministero della Pubblica Istruzione, presso le scuole statali e non statali riferiti all'A.S. 2006/07 che fanno emergere nella secondaria di secondo grado come l'abbandono interessi prevalentemente il primo anno di corso; sono infatti, i primi ingressi nel sistema scolastico e gli anni di passaggio da un ordine all'altro che costituiscono una soglia critica nel percorso scolastico. Alla base dell'analisi sulle cause della dispersione e sul suo dimensionamento, l'accento viene posto sulla questione dell'intreccio tra variabili soggettive e variabili macro-sociali. Le esperienze di indagini condotte a livello locale hanno individuato nel grado di sviluppo socio-economico il fattore discriminante per il manifestarsi del fenomeno nelle diverse aree del Paese. La discriminazione non è tra regioni del Nord e del Sud ma tra le diverse aree di una stessa regione o tra i vari territori di una metropoli. Inoltre, mentre prima la dispersione era diffusa soprattutto nelle aree caratterizzate da situazioni di disagio economico-sociale(Mezzogiorno), il fenomeno si è diffuso anche nelle aree con sistemi economico-produttivi più forti: il basso grado di sviluppo socio-economico rappresenta una delle cause che nel sud produce l'abbandono del sistema formativo; la forte domanda di lavoro rappresenta al nord un'interessante attrattiva per numerosi ragazzi con scarso rendimento a scuola.

La dispersione scolastica si pone allora come indicatore della qualità del sistema formativo e pone l'accento sul valore del ruolo e della funzione della scuola, della famiglia e delle altre istituzioni e impone la ricerca di risposte e interventi adeguati e mirati, in un quadro di integrazione tra tutti i soggetti coinvolti.

(tratto dal sito iltuopsicologo.it)

 

 

Dispersione o drop out. Dietro al termine drop out si nascondano situazioni profondamente diverse. Tra gli allievi che lasciano precocemente la scuola si trovano:
i cacciati, che la scuola cerca attivamente di allontanare da sé perché causano difficoltà alla struttura;- i disaffiliati, ragazzi che non provano alcun interesse alla scuola e non desiderano essere in contatto con essa (non hanno voglia, pensano che la scuola sia inutile e sono spesso sostenuti in ciò dalla famiglia e dal contesto. A fatica arrivano alla fine della scuola primaria). I deboli: coloro che non hanno gli strumenti culturali e di apprendimento per completare il programma di studi quale viene loro proposto; i drop out capaci: studenti che hanno le capacità intellettive per affrontare la scuola, ma mancano di altre competenze di natura sociale ed emotiva.

Dispersione e disagio. Dispersione uguale disagio scolastico. Quest'ultimo è a sua volta frutto di una serie di cause che possiamo semplicisticamente riassumere in tre: famiglia, scuola e società.

Per quanto riguarda la famiglia essa ha una grande incidenza, a seconda delle condizioni economiche e culturali, ai fini della scelta del percorso scolastico e dei risultati che si possono conseguire. Questo non vuol dire che la dispersione sia esclusivamente frutto di famiglie povere ed ignoranti, oltre che emarginate. Può anche essere conseguenza di altre forme di problematicità, come  difficili relazioni all'interno della famiglia, con il ruolo genitoriale non ben espletato. Non dimentichiamo infatti che è spesso il "patrimonio culturale" della famiglia a fare da discrimine tra gli alunni, ed il livello di aspettative che si vive in famiglia. E' all'interno del nucleo familiare che  si propongono i modelli di riferimento. 

Per ciò che attiene alla scuola, va detto che il sistema formativo a volte è capace di produrre esso stesso le condizioni della dispersione. Questo a causa non tanto di un conflitto tra sistemi di valori diversi che si potrebbe ascrivere al fisiologico rapporto tra generazioni, ma di un conflitto tra modelli di intelligenza. Oggi la scuola continua a basarsi sulla intelligenza sequenziale che però è ormai sorpassata dalla c.d. intelligenza simultanea, più adatta all'immagine che all'alfabeto. Questo conflitto, tra una cultura dei giovani e una cultura del sistema formativo, ha soprattutto forti ripercussioni sui ragazzi provenienti da ambienti familiari culturalmente più poveri e finisce per tradursi spesso in difficoltà di comunicazione e disadattamento.

Infine la  società: da una parte gli effetti derivanti dai profondi cambiamenti culturali legati ai mass media, dall'altra gli orientamenti valoriali dominanti come successo, danaro, bellezza, che condizionano inevitabilmente gli obiettivi dei giovani.