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SCHEDA SUL PROGETTO CHANCE Pubblicato in “Paola Tavella -GLI ULTIMI DELLA CLASSE – Mondadori aprile 2000 Il progetto Chance é nato da un'idea di Marco Rossi Doria ed Angela Villani - l'uno utilizzato nel progetto Maestri di Strada presso l'Associazione Quartieri Spagnoli, l'altra utilizzata come operatore di rete nel Provveditorato di Napoli. Chi scrive - che svolgeva il suo lavoro nelle scuole di Barra dopo essere stato arbitrariamente esonerato dal proprio incarico nel coordinamento degli interventi sulla dispersione, - é stato coinvolto dopo la stesura della prima bozza progettuale ed ha portato tutta l'esperienza di lavoro dell'ordinaria straordinarietà dell'insegnamento in zone di degrado estremo non ché l'esperienza di organizzazione nel campo della educazione di comunità. La proposta progettuale ha trovato appoggio ed accoglienza da parte del Provveditore pro tempore Salvatore Cinà. L'idea di un corso di recupero accelerato per drop out non é certo originale ed é stata realizzata in molti modi nel corso degli anni e con relativo successo. L'idea di integrare aspetti di formazione pratica con quelli della formazione scolastica é egualmente non nuova. L'idea di integrare insieme risorse di diverse istituzioni ha un tale successo che molte gole sono secche per il troppo ripeterla. L'originalità del progetto e della sua realizzazione sta in alcuni caposaldi metodologici ed organizzativi senza dei quali le idee seppur giuste non hanno alcuna forza pratica: Selezione degli operatori: gli insegnanti sono scelti sotto personale responsabilità da parte del coordinatore che a sua volta é stato scelto per chiara fama. Questo é il punto cardine perché il team docente sia realmente una squadra, perché successi ed insuccessi siano sempre di tutti e di ciascuno, perché il coordinamento sia una funzione di servizio e non una attività di comando. Ruolo degli insegnanti: non si può essere servi di due padroni, o si serve il ragazzo o si serve la disciplina accademica. Gli insegnanti Chance non sono professori, ma sono guide nei percorsi di conoscenza, specialisti dell'apprendimento piuttosto che professori di una materia. L'apprendimento - conoscere, studiar e mettere in forma la realtà - é un compito che il docente esercita innanzi tutto su sé stesso perché ha spazi, luoghi e metodologia per ricercare e studiare le rotte della conoscenza. Per poter fare questo l'insegnante CHANCE é coinvolto in un contratto d'onore in cui si impegna a non porre limiti ai luoghi, ai tempi ed ai modi di realizzazione dei percorsi di conoscenza. Metodi di direzione: il progetto é dotato di una unica sala operativa. Chiunque siano gli operatori, a qualsiasi titolo partecipino al progetto, devono rispondere solo ed esclusivamente alla direzione del progetto stesso. Gli accordi interistituzionali servono a creare le condizioni perché operatori di istituzioni e professionalità diverse possano lavorare nella medesima squadra. La possibilità di dialogo tra operatori di diverse istituzioni risiede solo ed esclusivamente nelle pratiche condivise e nella formazione comune, ossia nella creazione di una storia condivisa del progetto. Questo modo di lavorare si chiama integrato o sistemico. Viceversa il semplice 'coordinamento' tra sale operative diverse porta solo a scaricare le responsabilità mai ad assumerle. Metodologia educativa: la relazione umana con il ragazzo considerato nella sua singolarità ed irripetibilità é il centro motore di ogni altra azione: dalla progettazione curricolare alle interazioni con il contesto scolastico ordinario, alla ricerca scientifica alla organizzazione amministrativa. La cura per le relazioni umane ad ogni livello é il principale fattore di qualità e di successo del progetto Metodologia didattica: nella circolarità tra sapere, saper fare, saper essere, la metodologia CHANCE parte dalle competenze operative, ossia da conoscenze contestualizzate dove si tiene conto degli umori e della condizione del ragazzo, della oganizzazione degli spazi e dei tempi, della effettiva possibilità da parte del ragazzo di intervenire sui processi di apprendimento. La metodologia "di strada" prevede che l'insegnamento parta ogni giorno dal luogo in cui si trovano la mente ed il cuore del ragazzo e non dal capitolo del manuale di studio. Il più delle volte mente e cuore del ragazzo si trovano oppresse da qualche pesante angoscia, legata alla sua condizione di adolescente, legata alla condizione di emarginazione vissuta dal quartiere e da lui personalmente. Solo condividendo questa condizione si può trovare un dialogo. Manutenzione della risorsa umana: l'insegnante CHANCE svolge il difficile ruolo di traghettatore di anime, subisce continuamente docce scozzesi, si trova in bilico tra il sublime e l'infimo, é incerto fino all'ultimo - diceva Pasolini - se dal ragazzo che ha di fronte riceverà un coltellata o un abbraccio o entrambi, sia in senso metaforico sia in senso reale. E' sottoposto a continuo stress. Deve avere la possibilità di rifocillarsi. La squadra a sua volta é un organismo vivo e se non cura continuamente la propria salute deperisce. La squadra rappresenta l'elemento di coesione e di contenimento: se non é sufficientemente compatta si sfalda anche il gruppo discente e soprattutto si sfaldano i pezzetti di coscienza che faticosamente si rimettono insieme in ciascun ragazzo. Nel progetto CHANCE la "manutenzione delle anime" si effettua attraverso l'attività di formazione e di ricerca in cui hanno larga parte le 'comunicazioni esperienziali ' ossia la pura e semplice condivisione di sentimenti ed emozioni. Come sempre dovrebbe accadere quando sono coinvolti i sentimenti e le emozioni, gli addetti alla manutenzione non sono coinvolti nel lavoro quotidiano ma sono esperti nel campo delle dinamiche relazionali. Di tutte queste cose i progetti che ci hanno preceduto semplicemente non si sono occupati: si sono concentrati sul cosa fare e mai sul come farlo, con chi farlo. I progetti di recupero della dispersione che non hanno affrontato questi problemi sono sistematicamente falliti, in Italia come all'estero, e sono riusciti solo dove per una fortunata congiunzione astrale questi fattori di successo si sono verificati. La possibilità di poter realizzare il progetto in questo modo ci viene principalmente dal fatto che esiste per la prima volta in Italia una legge per la promozione dei Diritti e delle opportunità dell'infanzia e della adolescenza. Ragionare in termini di tutela dei diritti agiti dell'infanzia é una novità che si é fatta strada a partire dalla carta dell'ONU che é del 1989 (si, i ragazzi sono considerati soggetto di diritto sono da dieci anni) e che ha trovato solo nel 1997 la sua prima sanzione legislativa (legge 285) al di fuori delle logiche emergenziali. (la precedente legge 216/91 operava ed opera in favore dei "minori a rischio di coinvolgimento nelle attività criminose"). Attraverso questa legge le attività educative tradizionale appannaggio di 'educatori' che agivano nelle comunità o nelle istituzioni totali (convitti, carceri, ospedali etc...) - pare invece che i docenti si dedichino solo all'istruzione e guai a dire il contrario perché ti danno del fascista - sono diventate aperte al territorio ed aperte tendenzialmente a tutti i ragazzi ( in gergo si chiamano 'educative territoriali'). Si sono quindi create le condizioni perché fossero rimesse in discussione alcune professioni e i confini tra loro. Diceva un pedagogista che la figura dell'insegnante é in bilico tra quella del prete e quella del poliziotto. Oggi tra questi estremi c'é un continuum di professioni educative e sociali che passa attraverso gli operatori del volontariato, i docenti, gli assistenti sociali, gli operatori sanitari etc.., cosicché c'é anche un continuum tra promozione culturale dei giovani e promozione sociale dei territori in ci vivono. Questo continuum si ritrova nel nostro progetto sia nella organizzazione sia nella struttura di spesa. Fornisco qui un prospetto per un modulo tipo: Operatori : Team Chance costituito da: · 6 docenti e un coordinatore. Direzione e amministrazione del progetto a cura di una scuola del territorio · 6-8 operatori sociali del privato sociale che svolgono attività di 'educativa territoriale svolgendo azioni di tutoraggio, di animazione, accompagnamento, consulenza e sostegno al ragazzo, alla famiglia · 2-4 artigiani-artisti-esperti- conduttori di laboratori per l'apprendimento fondati sulla acquisizione di competenze operative. · 1 psicologo esperto nella conduzione di gruppi di discussione. Questo gruppo costituisce il team operativo e la direzione operativa del progetto, é il 'motore' di ogni altra azione e precisamente: a) Costituisce il tavolo di lavoro ove vengono prese tutte le decisioni operative b) Promuove le azioni di integrazione con gli altri servizi del territorio e particolarmente con i servizi sociali, con altre scuole coinvolte, con il sistema della formazione professionale, con il sistema produttivo, con gli ambienti di provenienza c) Svolge azioni di ricerca e sviluppo, creando un percorso personalizzato per ciascun allievo sentendo le sue richieste, individuando le sue necessità e predisponendo le risorse necessarie a realizzare il percorso d) Cura le buone relazioni dentro e fuori del team e) Fornisce le indicazioni per il Gruppo Assistenza che opera a livello cittadino e che é costituito con la partecipazione dei coordinatori dei tre moduli. Per sviluppare operativamente queste funzioni il progetto prevede: · il team locale settimanalmente per tre ore effettua una riunione, centrata alternativamente sulla programmazione didattica e sulle dinamiche relazionali. In questo secondo caso é presente la psicologa consulente del gruppo; · il Gruppo Assistenza al Progetto, di cui fanno parte oltre ai coordinatori, un rappresentante per ciascuna delle istituzioni coinvolte: assessorato alla dignità, assessorato all'educazione, università (unità operativa di psicologia clinica), provveditorato agli studi, dirigenti delle scuole partecipanti, si riunisce con periodicità quindicinale per la verifica del progetto, per la ricerca scientifica e per le attività formative centrali. · Seminari di studio-produzione ed esperienziali della durata media di tre giorni ogni due mesi circa (cinque seminari in un anno, 166 ore complessive dedicate alle attività di studio e ricerca localmente e centralmente; 60 ore dedicate alla programmazione didattica e disciplinare; 4 settimane dedicate alla 'apertura del cantiere di lavoro' ossia alle operazioni di contatto, selezione, accoglienza, conoscenza, contratto etc con i ragazzi e le famiglie; innumerevoli ore dedicate informalmente a brevi consultazioni anche quotidiane tra gli operatori, come dire che nessuno é pronto ai blocchi per scattare verso casa al suono di una ipotetica campanella ) Le risorse necessarie alla realizzazione del progetto sono di carattere diverso: · il provveditorato fornisce sette docenti che si dedicano esclusivamente al progetto · le scuole forniscono la propria organizzazione istituzionale e amministrativa, i locali, le attrezzature · il comune fornisce le risorse di educativa territoriale presenti nella zona; l'attività dei servizi sociali; il finanziamento per la realizzazione di tutte le attività che non siano già istituzionalmente finanziate o previste nella scuola · l'università fornisce le professionalità necessarie alla realizzazione delle attività di assistenza, ricerca e sviluppo Complessivamente ciascun modulo costa circa 270 milioni annui, di cui 30 vanno all'università per l'assistenza e la ricerca, 60 per gli operatori del privato sociale; circa 15 per la progettazione, ricerca, amministrazione all'interno del modulo; il resto per la realizzazione dei laboratori (artigiani e materiali) per la realizzazione di visite guidate e viaggi di istruzione, per la realizzazione di stages formativi residenziali; per la paghetta settimanale, per materiali di consumo e per ogni altra necessità. Da sottolineare che i docenti non hanno percepito alcuna forma di incentivo, che per il passato anno scolastico, per tutte le ore straordinarie effettuate e per le attività che non fanno parte degli obblighi di servizio hanno percepito - per l'intero anno scolastico - circa un milione e mezzo lordo (pari a circa 30 ore straordinarie); che per l'anno scolastico 1999/2000 il provveditorato non ha ritenuto di dover includere i docenti CHANCE tra quelli che percepiscono l'incentivo (di quattro milioni annui) connesso alle zone a rischio. |
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