San Tommaso d'Aquino -  centro di documentazione contro la dispersione scolastica      
   
                                                 
 
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La prevenzione della dispersione e la promozione del successo formativo: esperienze in Europa

La “fascia di dispersione” comprende persone con un’età compresa tra i 18 ed i 24 anni che non posseggono diplomi di nessun tipo o che hanno a stento ottenuto una istruzione di grado inferiore e hanno scelto di interrompere gli studi. 

Il progetto Innoschool valuta la situazione attuale in Spagna, Italia, Germania e Paesi Bassi ed ha promosso in quest’ammbito un concorso per la raccolta di best practice contro la dispersione e a favore dell’integrazione. Nonostante le differenze tra le società e i sistemi di istruzione di questi paesi, resta il fatto che tutti devono far fronte ad un certo numero di studenti che non riescono più a frequentare la scuola. La media europea di questa cosiddetta “fascia di dispersione” si aggira intorno ad un allarmante 16% e gli effetti di questa sconfitta sono negativi non solo a livello individuale, ma anche sociale.

Il progetto Leonardo da Vinci - Res Integra (Reducing early school leaving by an integrated approach) è un’iniziativa triennale che si concluderà quest’anno e mira a ridurre la dispersione, a migliorare l’orientamento, a prevenire la disoccupazione dei giovani e a dare ai ragazzi con problemi sociali, emotivi o di apprendimento un’occasione per mostrare le loro capacità.

Spostando lo sguardo sui singoli paesi europei, in Spagna si segnala l’esempio della scuola "Las Americas de Parla", dove uno studente su cinque è originario del nord Africa, dell'America Latina o dell’Europa Orientale. Per favorire il successo formativo sono state avviate attività di conoscenza dell’ambiente circostante e di insegnamento delle competenze linguistiche di base.

In Germania Belm ha fatto notizia per lo straordinario impegno per l’integrazione degli immigrati: quasi l’80% degli studenti della scuola media sono immigrati e molti di essi provengono dalle ex-repubbliche sovietiche. Per fornire la migliore assistenza possibile, la scuola lavora in stretta cooperazione con il BIW (Belm Integration Workshop), un laboratorio che intende aiutare i giovani meno fortunati ad immettersi nel mercato del lavoro e ad integrarsi nella società. Collaborano a questo obiettivo anche la comunità di Belm, il centro giovanile locale e un’organizzazione che fornisce assistenza legale ai giovani. Nell’ambito del progetto TANDEM, gli studenti che hanno smesso di seguire le lezioni ricevono adeguata attenzione. Dal 1998 alcuni di questi studenti possono ottemperare ai loro obblighi educativi direttamente presso i laboratori per giovani.

Sempre in Germania, “Ritorno al Futuro” è il nome dell’iniziativa della scuola superiore Rütli del distretto di Neukölln, all’interno della città di Berlino, in cui l’85% della popolazione scolastica non è di origine tedesca. Per molti studenti frequentare le lezioni regolarmente è diventata un’eccezione piuttosto che una norma. Dal 2001 alcuni educatori seguono 8/10 giovani presso il vecchio appartamento del bidello della scuola. Durante un colloquio conoscitivo, gli adolescenti devono manifestare la volontà di partecipare e di restare al massimo un anno.

In Olanda le comunità di Tilburg e ‘s-Hertogenbosch si sono trovate davanti un numero sempre più alto di abbandoni scolastici e di studenti che soffrivano di affaticamento scolastico. I membri più giovani di questo gruppo erano quattordicenni e i più grandi ventitreenni, tutti in procinto di abbandonare la scuola perché erano o incapaci o non sufficientemente motivati per stare al passo e terminare il loro percorso scolastico. Per combattere tale fenomeno è stato avviato un progetto che ha previsto una formazione specifica degli operatori. I docenti, i tutor e i mentori coinvolti nel progetto hanno pertanto seguito corsi su speciali tecniche motivazionali e di tutoraggio per preparare i loro allievi soprattutto ad affrontare la vita piuttosto che educarli in senso tradizionale. Dei 200 adolescenti che erano sul punto di abbandonare la scuola ed hanno preso parte al programma, circa la metà è stata in grado di diplomarsi e quasi il 20% è riuscito ad usare l’assistenza offerta e ad assicurarsi un adeguato posto di lavoro.  

L'Olanda ha inoltre deciso di combattere la dispersione scolastica anche con l'aiuto della tecnologia. Con l'implementazione della piattaforma National Digital School-Leavers Service è stato possibile elaborare un data base condiviso fra le istituzioni sulle assenze scolastiche degli studenti.

L'abbandono scolastico anche in Olanda è sentito come un forte problema sociale e riguarda circa un giovane su sette. La piattaforma, che fa parte di un progetto di investimenti didattici contro l'abbandono, dovrebbe  facilitare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell'ambito della Strategia di Lisbona, riducendo di almeno il 10% il numero degli abbandoni.

 

Il Governo Australiano ha cercato di arginare il fenomeno già dieci anni fa con un'indagine parlamentare che ha evidenziato ben 34 pratiche/raccomandazioni da attuare per permettere agli studenti di completare il proprio percorso scolastico.

 

In Irlanda il National Youth Council of Ireland ha come obiettivo quello di ridurre del 10% l'abbondono scolastico entro i prossimi due anni. Il problema, che in Irlanda riguarda un giovane su cinque, sarà arginato con investimenti, con misure volte a contenere l'assenteismo e con l'abolizione di tasse scolastiche per soggetti svantaggiati.

 

 

Il mondo politico anglosassone ha affrontato il problema con diverse iniziative, mentre la questione è entrata anche nell'agenda istituzionale di paesi che non hanno un forte tasso di abbandono scolastico.

La Finlandia ed i paesi scandinavi possono considerarsi delle realtà virtuose, ma non sono mancate piani per fornire supporti alle scuole.

Fra questi vi sono gruppi di recupero scolastico, consulenza da parte dei servizi sociali e orientamento didattico per immigrati.

 

 

La dispersione riguarda anche gli studenti di origine nomade. Il progetto “Nuovi strumenti per l’istruzione dei nomadi” realizzato nell’ambito del Programma Comenius della Commissione Europea, da una rete formata da varie organizzazioni, scuole e istituzioni pubbliche e private in Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Romania, ha creato nuovi metodi di insegnamento e materiali per le lezioni prettamente tagliati sui bisogni dei gruppi nomadi. Come prodotto finale è stato creato un CD-Rom contenente software didattico da abbinare ad un insieme di schede di apprendimento che si può utilizzare qualora non si abbia a disposizione un computer e che contiene altri giochi e spunti didattici.