San Tommaso d'Aquino -  centro di documentazione contro la dispersione scolastica      
   
                                                 
 
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La lotta alla dispersione in Italia

AGGIORNAMENTO 2008

 

La lotta alla dispersione scolastica parte in Italia da un'analisi costante della situazione sul territorio. Nel 2008 il Ministero della Pubblica Istruzione ha pubblicato un aggiornamento degli indicatori di base al 2007 per capire come si sta evolvendo il fenomeno della dispersione nel nostro Paese. I dati posti in evidenza dall'indagine aggiornano il monitoraggio mostrando i progressi italiani nell'elevamento delle competenze della popolazione. Un percorso che segue delle tappe ben precise, stabilite in sede comunitaria dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000 e definiti nel programma “Istruzione e Formazione 2010”.

 

 

L’Italia, nonostante i miglioramenti osservati a partire dal 2000, occupa ancora una posizione di ritardo: nel 2006 il 20,8% dei ragazzi era fermo alla licenza media senza frequentare alcun corso di formazione, contro una media europea del 15,3%.

I dati aggiornati al 2007 evidenziano, comunque, un ulteriore progresso che contribuisce a far diminuire la distanza dell’Italia rispetto agli altri Paesi. Le regioni con le più evidenti difficoltà sono la Valle d’Aosta (29,5%), che mostra tra 2006 e 2007 uno scivolamento verso il basso della classifica, la Campania (28,8%), la Sicilia (26%) e la Puglia (23,9%).

Per quanto riguarda il Mezzogiorno d’Italia la situazione è sicuramente critica. A fronte di un quadro assai preoccupante, in questa specifica area del Paese intervengono le politiche regionali attraverso l’impiego di risorse economiche aggiuntive, comunitarie (Fondi Strutturali) e nazionali, finalizzate a ridurre il divario tra le regioni in ritardo di sviluppo e quelle più avanzate. Nel periodo di programmazione dei Fondi Strutturali 2000-2006, specifiche risorse sono state destinate alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica nel Mezzogiorno nell’ambito del Programma Operativo Nazionale dedicato alla scuola (PON Scuola per lo sviluppo). Attraverso i Fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013 si cercherà di proseguire su questa strada.

 

La valutazione dell’efficacia complessiva del Programma Operativo Nazionale avviene

attraverso la definizione di tre indicatori di risultato che riguardano:

 

· la riduzione della percentuale dei giovani che abbandonano prematuramente gli

studi dal 26% al 10%;

· la riduzione della percentuale degli studenti di 15 anni con scarse competenze

in lettura dal 35% al 20%;

· la riduzione della percentuale degli studenti di 15 anni con scarse competenze

in matematica dal 48% al 21%.

 

L’indicatore di abbandono viene considerato anche nel QSN in considerazione del numero dei giovani dai 18 ai 24 anni privi del titolo di studio di scuola superiore. A tale proposito il Programma Operativo Nazionale “Competenze per lo sviluppo” 2007-2013, ha previsto entro il 2013 una riduzione al 10% dei giovani privi di titolo di studio di scuola superiore.

Gli ultimi dati resi disponibili dall’indagine effettuata dal Ministero presso tutte le scuole statali e non statali, riferiti all’A.S. 2006/2007, fanno rilevare un numero di dispersi pari a 2.791 nella scuola secondaria di primo grado e di 44.664 nella secondaria di secondo grado; in termini di iscritti si tratta dello 0,1% nel primo caso e dell’1,6% per le superiori.

L’andamento degli ultimi anni mostra una certa stabilità del fenomeno sia per quanto riguarda la secondaria di I grado, sia nel caso del secondo grado seppure con andamenti alterni. In questo caso va considerata la possibilità per molti giovani di indirizzarsi alla formazione professionale regionale. Confrontando infatti i dati con i tassi di scolarità si nota come questi scendano tra i 14 e i 15 anni, indice di una attrazione verso canali esterni alla scuola, mentre salgono per i 17 e i 18enni che, in vista della conclusione degli studi, proseguono nel sistema dell’istruzione.

Nella secondaria di secondo grado l’abbandono interessa prevalentemente il primo anno di corso (16.046 iscritti), di cui il 20% concentrato negli istituti serali, frequentati prevalentemente da studenti in età ormai fuori dall’obbligo di istruzione. I ragazzi che, essendo invece in regola con il percorso scolastico, lasciano la scuola sono, per la maggior parte, iscritti a istituti tecnici e professionali. In questo caso, nell’interpretazione del fenomeno va tenuto presente che la recente riforma della scuola, avendo attribuito pari valore formativo ai tre canali - scuola, formazione

professionale e apprendistato - ha consentito la confluenza degli studenti usciti dalla scuola negli altri due canali.

 

Le iniziative contro la dispersione scolastica si stanno concretizzando con azioni e progetti locali a vasta raggio.

 

La Provincia di Roma seguirà fino al giugno 2009, in qualità di coordinatore, diverse iniziative sul tema della dispersione scolastica. Con il personale qualificato di Enti, Istituzioni ed Associazioni di Centri di ascolto locali e territoriali saranno attivati progetti d'intervento per le scuole secondarie di 2° grado al fine di individuare gli indicatori di disagio ed intervenire tempestivamente con un insieme integrato e organico di azioni sul territorio, per contribuire efficacemente all’inserimento o al reinserimento dei giovani.

La provincia ha già selezionato le 11 associazioni vincitrici del bando che erogheranno nelle varie zone della provincia e della Capitale i progetti di prevenzione alla dispersione che coinvolgeranno tutte le 206 istituzioni scolastiche del territorio provinciale.

 

Iniziative contro la dispersione hanno visto coinvolte in questi anni anche enti e fondazioni private.

L'Ufficio Scolastico della Lombardia in collaborazione con Unidea – Unicredit Foundation e con l'Università degli Studi di Milano Bicocca ha analizzato il tema della dispersione scolastica durante il convegno “Non uno di meno: riflessioni e azioni sulla dispersione scolastica”.

Una giornata di studio in cui studiosi italiani e stranieri hanno affiancato le testimonianze e le esperienze concrete degli operatori sociali e scolastici che da tempo ricercano soluzioni praticabili per arginare il fenomeno dell’abbandono scolastico in una Regione demograficamente ed economicamente cruciale quale la Lombardia.

L’impegno di Unidea in questo ambito è nato dall’esperienza del “Progetto Gratosoglio”, che

sostiene “I Care”, scuola popolare creata all’interno di un quartiere periferico milanese. Il

convegno è stato l’occasione per tracciare un bilancio di un’iniziativa pedagogica sperimentale che

ha già prodotto significativi risultati nel recupero del disagio scolastico.

 

Progetti tematici sulla dispersione sono stati organizzati anche in Umbria. Ad Umbertide è stato affrontato il tema nell'incontro “A scuola nel mondo: prevenire la dispersione scolastica e favorire l’integrazione tra culture” in cui è stato presentato l’omonimo progetto, finanziato dalla Provincia di Perugia (Fondo Sociale Europeo) col sostegno della Regione Umbria e il partenariato di Cesvol Perugia. Il progetto rappresenta una tappa di riflessione nell’ambito del sistema-scuola territoriale che colloca l’Umbria al secondo posto, dopo l’Emilia Romagna, per il numero di immigrati presenti nella scuola: il disagio che nasce dalle difficoltà di comunicazione e le situazioni familiari che spesso vive il ragazzo immigrato, possono portare a ritardi e insuccessi scolastici, fino all’abbandono. Per questo è necessario intervenire e mettere in campo tutte le azioni necessarie per favorire l'integrazione.

 

La Regione Lazio ha deciso di combattere la dispersione scolastica con un Avviso pubblico promosso dall’Assessorato all’Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della Regione Lazio per   favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei ragazzi italiani e stranieri.

L’Avviso in questione si pone in un’ottica di continuità con le precedenti iniziative realizzate dall’Assessorato regionale all’Istruzione nell’ambito dell’abbandono scolastico e formativo, tra le quali i percorsi triennali integrati tra scuole e formazione professionale.

Contro la dispersione scolastica e a favore del sistema regionale di istruzione integrata alla formazione professionale la Regione Lazio ha anche stanziato per l’anno scolastico e formativo 2008/2009 circa 43 milioni di euro.

La Giunta Regionale del Lazio ha infatti approvato quest'estate una delibera con la quale vengono fissati indirizzi e linee guida per i percorsi di istruzione e formazione professionale per l’anno formativo 2008/2009. I percorsi in questione possono essere o sperimentali triennali o più brevi e sono organizzati sia da istituti privati accreditati sia da centri provinciali pubblici. Sono, in concreto, corsi certificati e monitorati dalla Regione che garantiscono a ragazzi tra i 14 e i 17 anni (quest’anno quelli interessati sono circa 7.900), spesso a rischio di abbandono scolastico, di combinare l’istruzione con una formazione professionale concreta e specifica – che può prevedere anche stage e tirocini – evitando la dispersione scolastica e permettendo il completamento del ciclo istruttivo.  

 

La Sardegna sta affrontando il problema della dispersione scolastica con un progetto coordinato ed ingenti investimenti. Il Progetto Scuola della Regione Sardegna, in un momento in cui i tagli voluti dal governo nazionale rischiano di dequalificare la potenzialità della didattica, conferma l'impegno di ulteriori 30 milioni di euro stanziati sul bilancio ordinario per proseguire il programma che, attraverso la valorizzazione delle Autonomie scolastiche, mira ad innalzare la qualità dell'insegnamento, favorire il diritto allo studio degli studenti disabili, incrementare le competenze degli studenti ed elevare il successo scolastico, in coerenza con i protocolli europei.

 

Molte delle iniziative pensate per contrastare la dispersione concentrano i propri sforzi su studenti stranieri. A Pescara l'associazione RomSinti@Politica ha sperimentato una strategia per abbattere la dispersione scolastica delle alunne Rom. Un progetto molto complesso che ha trovato l'interesse anche di altre realtà italiane, desiderose di portate nel loro contesto locale questa sperimentazione.

 

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Il ministero della Pubblica istruzione ha recentemente pubblicato il rapporto La dispersione scolastica: indicatori di base per l'analisi del fenomeno. Con i Centri Eda (di Educazione per gli adulti) si stanno organizzando corsi per fare conseguire a tutti i ragazzi drop out la licenza media portandoli a frequentare il primo anno delle scuole superiori per un eventuale inserimento nei corsi di formazione professionale.

La novità del 2007 sono i Centri 2you, un servizio sperimentale volto alla progettazione, realizzazione e gestione, in un triennio, delle attività di 20 centri di aggregazione e promozione della partecipazione giovanile, destinati a realizzare occasioni di centralità e protagonismo dei giovani nel loro percorso di maturazione e di socializzazione e finalizzati alla prevenzione di tutte le forme del disagio giovanile, incluse le dipendenze, e alla lotta all'abbandono scolastico.

Nell’ambito del programma Leonardo da Vinci è stato avviato il progetto Di.scol.a - Dispersione Scolastica Addio, che punta sulla valorizzazione della professionalità docente per garantire il successo scolastico. L’iniziativa nasce dall'esigenza di rispondere all'obiettivo b migliorare la qualità della formazione professionale e continua e l'accesso alla stessa e alla priorità 4 del programma Leonardo1 promuovere la formazione continua di insegnanti e formatori. Di.scol.a si propone di contribuire ad introdurre elementi relativi alla qualità della formazione scolastica, macroindicatori che identificano la professionalità docente e la costituzione di uno studio e di una ricerca sperimentale riguardante le metodologie e le strategie innovative per migliorare il successo scolastico degli alunni. Il Progetto ha la finalità di far acquisire ai docenti della scuola le competenze sulle metodologie d'insegnamento, di costituire uno spazio educativo comune europeo e di soddisfare il bisogno d'apprendimento di docenti e formatori.

Anche Digiscuola, il progetto per lo sviluppo nelle scuole delle nuove tecnologie che coinvolge 550 scuole superiori, per un totale di 33.000 studenti e di 3.300 docenti, di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia, intende ridurre la dispersione scolastica grazie a metodologie didattiche innovative. L’iniziativa avvicina la didattica ai mezzi di comunicazione più utilizzati dai ragazzi e vuole contribuire a migliorare l'apprendimento e favorire il successo formativo, diffondendo l'alfabetizzazione digitale nel Paese.

La Regione Emilia-Romagna ha varato l'Anagrafe online degli studenti, progetto pilota innovativo che permette di individuare i giovani a rischio dispersione. Il sistema incrocia le banche dati di obbligo formativo, formazione professionale e apprendistato con l'anagrafe dei residenti. La “carta d’identità” formativa, la prima in Italia pensata e realizzata a livello regionale, ricostruisce il percorso dei 120mila studenti emiliano-romagnoli iscritti alle terze medie e alle prime tre classi delle scuole superiori del territorio regionale. L’anagrafe online consente a tutte le scuole della regione Emilia-Romagna di inviare i dati mediante semplici procedure online; alle Province dell’Emilia-Romagna e ai referenti degli USP di accedere in tempo reale al monitoraggio delle rilevazioni e alla consultazione dei dati a livello provinciale; a tutti gli operatori abilitati di ottenere un'unica base dati aggiornata che riporti la “storia” formativa dei giovani. Il sistema monitora inoltre da un punto di vista quali-quantitativo tutto il sistema formativo, rilevando fenomeni quali, ad esempio, la crescente presenza degli studenti immigrati oppure la "migrazione formativa" all'interno e all'esterno della regione.

In Piemonte è stata sottoscritta recentemente una convenzione tra Regione, l'Ufficio Scolastico Regionale e le Province piemontesi, per la realizzazione di azioni di sistema a sostegno della fasce deboli. L'iniziativa prevede, per gli anni scolastici 2006-2007 e 2007-2008, interventi sperimentali attivati congiuntamente da Provincia e Ufficio Scolastico provinciale, finalizzati alla lotta contro l'abbandono scolastico e alla crescita culturale dei soggetti deboli. A tale scopo è stato costituito un fondo, destinato alle scuole, per gli inserimenti imprevisti di alunni stranieri, nomadi, disabili, affidati a comunità, allontanati dalla nucleo familiare o comunque in situazione di disagio che richiedono professionalità e risorse aggiuntive a cui le scuole non possono far fronte con proprie disponibilità. E' anche prevista la costituzione di un Centro che, su richiesta dei collegi docenti sarà in grado di supportare gli insegnanti nell'attività didattica, mettendo a disposizione delle autonomie scolastiche professionalità anche esterne, come psicologi, educatori.

A Torino la Provincia finanzia attività sperimentali di formazione, qualificazione di studenti in uscita dal sistema scolastico e integrazione tra istruzione e formazione professionale. Le attività, gestite tradizionalmente dalle agenzie di formazione, saranno affiancate da attività gestite direttamente dagli istituti professionali, con l'obiettivo di creare percorsi mirati che tengano conto delle molteplici esigenze dei giovani. Sempre nell'ottica della lotta alla dispersione scolastica, la provincia ha approvato una convenzione con la Compagnia San Paolo per un progetto rivolto ai bienni delle scuole superiori e uno di formazione per cittadini stranieri residenti in Italia.

Sempre Torino è la cornice del progetto Galileo - Favorire il benessere ed il successo scolastico, facilitare le costruzione di intelligenze, i cui presupposti sono individuabili in: Relazione formativa insegnante–alunno, intelligenze multiple, organizzazione, prevenzione, intervento precoce, coinvolgimento delle famiglie.

In Lombardia l'Irre sta avviando il progetto Re.A.Di., Reti Anti Dispersione Scolastica, per la ricognizione e diffusione delle buone prassi esistenti negli Istituti Scolastici della Lombardia e per potenziare le attività di orientamento attraverso modalità innovative basate sul Web. Una prima azione per il raggiungimento di tale obiettivo è rappresentata dalla rilevazione delle azioni e dei progetti in atto nelle scuole della Lombardia per contrastare la dispersione scolastica, al fine di diffondere la conoscenza delle buone prassi.

A Varese l'Ipsia Ponti cerca di ridurre l'alta percentuale di dispersione nell'istruzione professionale con un progetto di tutoraggio e di “rampa” per integrare gli alunni stranieri (20 per cento). 15 insegnanti fungono da tutor per le classi prime per alcune ore settimanali, mentre in collaborazione con il Comune viene fornito supporto psicologico per alunni (100 ore annuali).

A Treviglio il progetto “Prima di tutto l'uomo” nasce dall’esigenza di mettere ordine alle problematiche venutesi a creare alcuni anni fa all’arrivo massiccio di alunni stranieri durante l’anno scolastico. Sono stati attuati percorsi di prima accoglienza, di alfabetizzazione, di comparazione linguistica, interculturali. E' stata creata una rete di scuole ed è stato aperto un blog scritto a più mani “Stranieri, bloggando per crescere insieme”. 

In Liguria saranno 37, distribuiti sulle quattro province, i corsi di istruzione e formazione professionale triennali che hanno l' obiettivo primario di combattere la dispersione scolastica. Ad ogni corso potranno essere ammessi al massimo 22 studenti e nel 2010 dovrebbero risultare formate oltre 700 persone. I genitori dovranno recarsi personalmente presso il centro di formazione dove sarà realizzato il corso di proprio interesse e compilare la domanda di iscrizione. I corsi "triennali" partiranno contestualmente all'inizio dell'anno scolastico 2007/08, secondo il calendario che verrà stilato dalla giunta regionale.

In Toscana la media di dispersione è del 17,1%. Per portarla al 10% entro il 2010 sono stati messi a punto interventi che vanno dal diritto allo studio, con borse per sostnere la frequenza e contributi per l'acquisto del libri, alla creazione di percorsi triennali sperimentali di attività integrate fra istruzione e formazione per il conseguimento della qualifica professionale o per l'apprendistato professionalizzante, destinate a studenti che decidono di non proseguire gli studi ma che non hanno compiuto ancora 18 anni. La sperimentazione delle attività integrate si è estesa da quest'anno a tutte le prime classi dei professionali e dei licei artistici, coinvolgendo circa 8.500 ragazzi. Un'altra delle priorità che la Regione si è data è quella dell'adozione di strumenti omogenei, che consentano la certificazione dei percorsi formativi e il riconoscimento dei crediti, sia nel campo dell'istruzione formale che di quella informale.Un'altra novità è la costruzione dell'anagrafe toscana degli studenti, articolata su base provinciale, con compiti di analisi del sistema scolastico locale e di osservatorio su criticità, insuccessi e abbandoni.

A Livorno la Provincia ha stanziato fondi progetti di "azioni riparative" e "azioni preventive". Le prime sono rivolte a soggetti a rischio o già fuoriusciti dal percorso scolastico, con azioni mirate al superamento delle cause che portano all'abbandono e all'insuccesso scolastico. Le azioni preventive dovranno invece agire sul sistema scolastico con attività rivolte all'orientamento, all'innovazione dell'offerta formativa - anche in raccordo con i bisogno espressi dal mondo produttivo -, alla verifica dei percorsi formativi degli studenti, alla formazione dei docenti. Nell'ambito delle attività del programma "Contrasto alla dispersione scolastica", è inoltre in corso di definizione il progetto "Scuole aperte", finanziato con 200.000 euro. L'assessorato provinciale all'istruzione ha avviato il confronto con i dirigenti scolastici degli istituti superiori, per l'attuazione di progetti miranti all'arricchimento dell'offerta formativa, da svolgere nelle scuole in orario extrascolastico.

Un bando contro la dispersione anche dalla Provincia di Grosseto, coerentemente con quanto previsto dalla Misura C.2 "Prevenzione della dispersione scolastica e forma-tiva" del POR Obiettivo 3 - 2000/2006, dalla L.R 32/02 (art. 7) e dal piano di indirizzo generale integrato in materia di sostegno all'effettivo esercizio del diritto all'apprendimento fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo.

In Sardegna la Giunta ha approvato le linee di intervento per l'attuazione della misura 3.6 del POR Sardegna per la prevenzione della dispersione scolastica e formativa, con uno stanziamento di 18 milioni di euro per interventi di innovazione didattica, per il recupero e l'acquisizione di competenze di base in logica, matematica, teoria dell'argomentazione, problem solving, ma anche per il rinnovamento dei contenuti e delle metodologie dell'insegnamento delle discipline scientifiche. Sono previsti anche servizi di accoglienza, destinati a studenti pendolari, sportelli di ascolto nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, attività di sensibilizzazione e formazione per i familiari degli studenti e interventi di formazione dei docenti.

Per rilevare nella maniera più completa i dati sull'insuccesso formativo, l'Ufficio scolastico regionale per la Campania ha varato il progetto Crisis - Centro Rilevazione dati su Insuccesso Scolastico e Inclusione Sociale. Il progetto è di grande importanza strategica in un momento così delicato per il mondo della scuola, perché si propone di rilevare i dati del fenomeno dell'allontanamento dei giovani dai percorsi dell'istruzione formale, per andare incontro, non di rado, a insuccessi formativi e personali, talvolta anche gravi.

A Napoli il successo formativo si raggiunge anche con la potenza del teatro. L’Istituto Tecnico Nautico “Duca degli Abruzzi, con allievi di estrazione socioculturale prevalentemente bassa e inevitabilmente esposti ai pericoli presenti nella realtà caotica dei quartieri metropolitani sovraffollati, ha organizzato un Laboratorio teatrale mirato a sviluppare nuovi canali di comunicazione e sensibilizzazione espressiva determinando, così, nuove motivazioni all’apprendimento. E si punta sul teatro contro la dispersione anche a Salerno, dove è stato lanciato un complesso programma di lavoro per la prevenzione della dispersione scolastica e la lotta al disagio giovanile. I giovani, provenienti da zone di forte disagio sociale di Napoli, hanno sviluppato attraverso la musica, il canto, la danza un percorso di recupero della legalità e della propria capacità di convivenza civile e democratica.

Nel degradato quartiere napoletano di Scampia, Scuolaperta è il nome di un nuovo progetto realizzato nell’ambito del PON, Misura 3. Tre moduli di attività ludico-creative sono stati organizzati per gli alunni a grave rischio di abbandono, segnalati dai Consigli di classe dell’ITIS Ferraris e per i ragazzi usciti fuori dal circuito scolastico individuati con la collaborazione delle locali parrocchie e dell’associazione di volontariato ‘Lucignolo’.