San Tommaso d'Aquino -  centro di documentazione contro la dispersione scolastica
   
                                                 
 
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Come difendersi dal bullismo
Un dossier con i suggerimenti opportuni messo a punto dalla Polizia di Stato e reperibile sul sito web del Governo Italiano. Ecco i consigli per le vittime

Quali sono i comportamenti che rientrano nel bullismo ?
Ricevi insulti o minacce; ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere; ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro; diffondono voci maligne su di te; ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione; fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando; parlano in codice se sei presente; ricevi sms, e-mail e telefonate offensive; ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini; ti costringono a fare cose che non vuoi; ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose.

Cosa fare ?

Difficile per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ciò che ti sta succedendo.

Quando il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole costringerti a fare ciò che non vuoi, rispondi  "NO" con voce decisa.

Se gli altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti. Ricorda che il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo.

Il bullo si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare.

Quando il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o prenderti la colpa di aver cominciato per primo.

Se il bullo vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Al momento lasciagli pure prendere ciò che vuole però poi raccontalo subito ad un adulto.

Fai capire al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà stare.

Molte volte il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi.

Per non incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola; durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti; utilizza i bagni quando ci sono altre persone.

Ogni volta che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà a ricordare meglio come sono andate le cose.

Subire il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo!

Se sai che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!

Se incontri il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui.

Convivere con il bullismo è evidentemente possibile.

13 dicembre 2007. Sono stati diffusi dallo stesso Ministro Fioroni i dati di un'indagine dalla quale emerge che, a fronte di un 85% di studenti che ritiene che i propri compagni si comportino correttamente nei loro confronti, c'è un tre quarti dei ragazzi (74%) che afferma di aver assistito almeno una volta a episodi di prepotenza da parte dei compagni. Il bilancio è dato - a quasi un anno dalla sua istituzione - dai dati provenienti dal numero verde antibullismo del ministero della Pubblica istruzione : una media di 70 telefonate al giorno in 10 mesi (dal 5 febbraio al 30 novembre 2007 ne sono arrivate 12.874). A chiamare sono soprattutto genitori (36,1%) e insegnanti (21,2%) mentre gli studenti (perlopiù tra i 15 e i 16 anni) sono il 13,4%; si chiama soprattutto per sapere cosa fare (53,1%) ma anche per essere semplicemente ascoltati (8,9%). «Il fatto grave - ha detto il Ministro  - è che i ragazzi mettono in conto di poter essere oggetto di violenza e di soprusi, come se questi facessero parte della quotidianità della vita». Ci si abitua a tutto, insomma...

Una  esperienza (tratta dal sito bullismo.com

Mi chiamo Marco e in un periodo della mia vita ho conosciuto il significato dell’espressione “non ha senso”. La prevaricazione, l’umiliazione, l’isolamento, la cattiveria e l’abbandono…la paura e l’odio, la rabbia e la solitudine. Giornate a piangere, ore sui libri per provare a studiare, momenti in cui sapere di esistere mi sconvolgeva. Sono arrivato a meditare la morte, il suicidio, sono arrivato a meditare la fine di tutto questo male che mi circondava. Incredibile come la fiamma della mia vita si sia spenta, come l’energia dentro di me sia andata sempre più affievolendosi…fino a scomparire. Ogni giorno vengo insultato, picchiato, umiliato con la discriminazione più stupida e infantile, ma frustrante. Ogni giorno, miei amici diventano sempre più nemici e sempre più cattivi. Tutto è durato due anni, in una scuola privata di Lecco…il mio inferno. Volevo amare, gioire o piangere come ogni ragazzo di quattordici anni, volevo giocare a pallone, volevo studiare e proseguire quel mio cammino verso il mio destino, volevo…ma non potevo! Non me lo hanno permesso. Da uomo a vittima, da vittima ad oggetto, da oggetto a niente! I professori si erano ridotti a compiacenti spettatori o addirittura a complici. Circa 25 volte sono finito dalla preside che mi interrogava sui fatti, mi accusava di essere l'elemento perturbatore della classe, mi portava in isolamento in una stanza per anche 5 ore e poi mi ri-interrogava. I professori mi ignoravano, le altre famiglie non si sono mai sentite per chiedere spiegazioni o per aiutarmi. Mia madre si è trovata spesso da sola nelle riunioni di classe... sempre e costantemente soli. Oggi, a vent’anni, ripenso spesso a quel giorno in cui sono entrato per la prima volta in quel cortile e mi sono seduto tra quei banchi, ancora oggi ricordo la gioia, la speranza, i sogni e i progetti…ancora oggi ricordo la depressione che mi ha assalito quando sono stato scelto dal mio persecutore! Ancora oggi…ancora oggi mi chiedo “perché?”. Perché proprio io, perché non sono riuscito a difendermi, perché non mi hanno aiutato! Ancora oggi, mi ripeto che questa è la vita e questo è uno dei tanti problemi che ci aiuta a vincere quelli che verranno. Intorno a noi c’è tanta sofferenza, solitudine, amarezza, odio, prevaricazione! L'abbiamo capito e vogliamo vincerle, vogliamo fare qualcosa!!! Tu sei con noi?

Un semplice prontuario per individuare se un ragazzo è vittima del bullismo

Le cronache dei giornali lo confermano: il fenomeno  del bullismo avanza sempre più e, secondo una recente denuncia di Telefono Azzurro, riguarda oltre un ragazzo su tre. (il 35.4 % dei ragazzi, nel 2004, ha risposto si alla domanda “si verificano minacce o atti di prepotenza nella tua scuola da parte dei compagni?”)

foto interventoVista la crescente rilevanza del fenomeno, gli esperti in problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza se ne stanno occupando sempre più diffusamente, sia per definirne le caratteristiche distintive sia per mettere a punto strategie di intervento idonee a prevenirlo e contrastarlo. Ma cosa è il bullismo ? Va detto innanzitutto cosa non è: non è un fenomeno fisiologicamente connesso alla crescita; non è una cosa utile per rinforzare il carattere della vittima, ma crea solo disagio e sofferenza.  sia in chi lo subisce che in chi lo esercita. Il bullo è quel ragazzo coetaneo che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare un compagno; questo con un comportamento spesso persistente che fa leva sulla difficoltà della vittima a difendersi. Dalle derisioni alle offese verbali, dalle prepotenze alla vera e propria violenza fisica, sono tanti i gesti racchiusi sotto il nome di bullismo, gesti sistematici che si possono trasformare in un incubo e provocare danni seri

Va poi detto che a seconda che gli episodi di bullismo siano palesi  ed espliciti si parla di bullismo diretto, che ha modalità legate ad una manifesta aggressività e ad un comportamento di prepotenza visibile. Al contrario, si parla di bullismo indiretto il comportamento disturbato è meno evidente e quindi più difficile da individuare, poiché gioca più sul piano psicologico. Oltre alle due figure canoniche, quella del bullo e quella della vittima giocano un importante ruolo gli spettatori, spesso maggioranza silenziosa. Basti dire che l’85% degli episodi di bullismo avviene in presenza del gruppo dei pari.

Telefono azzurro ha approntato un prontuario per i genitori, per aiutarli ad individuare se il figlio è vittima di questo fenomeno o se è egli stesso autore di azioni di prevaricazione.

Riportiamo qui solo alcune indicazioni relative alla vittima e a come individuare se è soggetta a prepotenze da parte di altri ragazzi. Vai al prontuario completo..

- Torna da scuola con vestiti stracciati o sgualciti e con libri o oggetti rovinati;
- ha lividi, ferite, tagli e graffi di cui non si può dare una spiegazione naturale
- non porta a casa compagni di classe o coetanei e raramente trascorre del tempo con loro;
- non ha nessun amico per il tempo libero;foto intervento
- non viene invitato a feste;
- è timoroso e riluttante nell'andare a scuola la mattina (ha scarso appetito, mal di stomaco, mal di testa);
- sceglie percorsi più lunghi per il tragitto casa-scuola;
- dorme male e fa brutti sogni;
- il rendimento scolastico e l'interesse per la scuola diminuiscono;
- ha frequenti sbalzi d'umore: sembra infelice, triste e depresso e spesso manifesta irritazione e scatti d'ira;
- chiede o ruba denaro alla famiglia (spesso per assecondare i bulli)